venerdì 11 settembre 2009

Salvatore Borsellino. Roma 26 Settembre Manifestazione "Agenda Rossa"



La manifestazione si svolgerà a partire dalle ore 14.30 a piazza della Repubblica (piazza Esedra) dove sarà allestito un palco sul quale chi sarà iscritto a parlare potrà farlo. Ci recheremo poi in corteo a piazza Barberini dove ufficialmente il corteo verrà sciolto. Una delegazione si recherà successivamente per un presidio davanti al Consiglio Superiore della Magistratura (piazza Indipendenza). Gli altri potranno venire in ordine sparso nella stessa piazza e poi potremo recarci, sempre in ordine sparso, davanti al Quirinale. La manifestazione terminerà alle ore 20.00.

Il programma non è ancora definitivo, oltre alle iniziali adesioni a questa manifestazione di Sonia Alfano, Gioacchino Genchi, Pino Masciari,Benny Calasanzio, nelle ultime ore si sono aggiunte quelle di Luigi de Magistris, Marco Travaglio e di Antonio Di Pietro che si è offerto di aiutarci a sostenere gli oneri economici di questa manifestazione senza per questo pretendere di toglierle il suo carattere di manifestazione spontanea e popolare anzi ribadendomi che questo ne deve essere il carattere. Spero, tramite l'aiuto di queste persone di riuscire ad ottenere dalla questura un percorso diverso e più simile a quello che era nelle nostra intenzioni originarie che prevedevano di far passare le nostra Agende Rosse nella vicinanze del Quirinale e davanti al CSM. Questo potrebbe portare a invertire l'ordine della manifestazione che vedrebbe così il corteo partire da un concentramento in una piazza non lontana dal Quirinale e concludersi in Piazza Esedra dove si terrebbero gli interventi previsti con la partecipazione di tutte le persone prima indicate.
www.19luglio1992.com

martedì 30 giugno 2009

Viareggio è l'Italia


Uno dei modi migliori per misurare il grado di civiltà di un paese è quello di guardare la sua rete di trasporti. In particolar modo si deve guardare il rapporto qualità-prezzo. Voi cosa ne dite? Autostrade con cantieri aperti da 30 anni regalate a privati che gli unici lavori puntuali che fanno sono quelli di incrementare il prezzo del pedaggio e i prezzi dei beni di consumo negli autogrill di loro propietà. Ferrovie allo sfascio in cui pendolari ridotti a sardine devono lottare per un posto a sedere contro zecche e scarafaggi in tratte da un'ora di percorrenza che spesso si tramutano in odissee di ore. Compagnia aerea di bandiera svenduta, non più funzionale ma che tutt'ora ha una delle tratte più care al mondo (Milano-Roma). Debiti agli italiani e profitti agli amici imprenditori. Capitalismo all'italiana. I risultati di questo sfascio chi li paga? Li paghiamo noi, spesso con la nostra vita. Siamo la nazione in Europa con il maggior numero di decessi in incidenti stradali. Negli aereoporti e nelle stazioni il pernottamento forzato è ormai un'usanza obbligata. Abbiamo un incidente ferroviario grave almeno una o due volte l'anno. Pochi giorni fa c'era stato un incidente ferroviario, per fortuna non con le conseguenze dell'incidente di Viareggio. In contrapposizione a tutto ciò abbiamo l'alta velocità che ci costerà circa 10 volte in più che negli altri paesi, e che sarà ad appannaggio di pochi eletti. Abbiamo voli di stato per gli amici e le amichette. Abbiamo politici che non pagano il prezzo del biglietto in treno, in aereo e su tutti i mezzi di trasporto pubblici che comunque non utilizzano mai perchè tanto usano le auto blu come fossero loro, per commissioni personali. Abbiamo mezzi di informazione che si limitano a fare la cronaca delle tragedie senza mai informare da cosa sono realmente causate queste tragedie. Avremo alti dirigenti che non pagheranno ma che anzi verranno promossi o prenderanno buonuscite milionarie. In una parola sola abbiamo l'Italia.

martedì 23 giugno 2009

Un "uomo" incorruttibile...



La rete ha memoria. Quella memoria che in tutti questi anni noi abbiamo perso. Naturalmente buona parte della colpa di tutto ciò è nostra. Assumiamoci le nostre responsabilità per aver permesso tutto questo e rimbocchiamoci le maniche. Divulghiamo la verità. Guardate il video e dopo leggete.

Ecco cosa diceva Augusto Minzolini, oggi Direttore del TG1, il 29 Ottobre 1994 dopo tangentopoli:

"Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. Il rinnovamento del Parlamento italiano è un fenomeno anche sociologico di cui la stampa deve dare conto: io non dimentico mai che il mio referente è il lettore e non il politico e che il mio compito è quello di rappresentarlo come è senza mediazioni". Rappresentarlo anche nei suoi aspetti privati? E' giusto frugare nella vita intima di chi ci governa, è utile? "Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico".
Augusto Minzolini
Qui trovate l'articolo intero.

giovedì 18 giugno 2009

Non è colpa mia se oggi gioca l'Italia!!!


L'Italiano medio di solito, con famiglia e figli, si reca tutte le domeniche in chiesa. Dopo la santa messa c'è la partita di pallone. Di sera una bella spaghettata o una pizza mentre si guarda il posticipo della partita di pallone e, a tarda sera, ci si gusta lo speciale sul campionato di pallone.
Durante la settimana invece si guarda porta a porta, matrix, ballarò e annozero. Si litiga su questo o quel governo a seconda della squadra di calcio a cui si appartiene... pardon a seconda del partito politico a cui si appartine (perchè se ancora non lo avete capito noi gli apparteniamo), si parla di plastici e di facce di plastica e tutti sembrano essere interessati ed indignati, ma nulla cambia. Galleggiamo nella nostra stupidità ed ignoranza credendo che delegare a questo o a quel partito le cose prima o poi possano cambiare. Ci affidiamo ad altri per salvare noi stessi. Sta provando ad aiutarci anche la stampa estera ma pare che pure loro siano stati corrotti da qualcuno per sparlare dei nostri governi...

Se sentite parlare un italiano qualsiasi in un bar qualsiasi a volte la colpa di tutto questo galleggiare è dei comunisti a volta è dei fascisti altre volte è di Niribu. Mai una volta che sia colpa degli italiani che questa gente continuano a votare. Mai che sia colpa di chi parla senza fare o fa senza pensare. Siamo come i criceti che corrono nella loro ruotina. Ci lamentiamo solo quando siamo al limite. Se manca l'acqua o il cibo. Proponiamo rivoluzioni ma poi invece di farle ed uscire dalla gabbia ci facciamo corrompere per un pochino d'acqua nuova (dal rubinetto arrugginito) e qualche pezzo marcio di lattuga... e poi via a correre sulla ruota...sempre che non ci sia la partita di pallone...
Essere italiani è bello perchè vuol dire non avere mai colpe. La colpa è sempre degli altri.
Pensa che fortuna che abbiamo... per esempio ad essere stati iraniani oggi con un dittatore al governo avremmo dovuto scendere in piazza per far sentire la voce del popolo, ma sai che palle!!! Non possiamo mica perderci la confederation cup...eccheccazzo!!!

martedì 9 giugno 2009

La crisi economica c'è. Lo dice Kakà...


Vi sembrerà strano che parli di calcio, ma questa è una notizia che se analizzata da un punto di vista non sportivo è molto interessante. Queste sono le prime dichiarazioni rilasciate alla stampa da Kakà, l'orami ex fuoriclasse del Milan alle testate giornalistiche:

Colpa della crisi. Kakà ha scelto di parlare solo dopo l'annuncio ufficiale. "La mia intenzione era quella di continuare nel Milan - ha spiegato - ma la crisi economica ha colpito molto le società di calcio, principalmente quelle come il Milan. Ho quindi parlato con il club rossonero e siamo giunti alla conclusione che la cosa migliore per tutti era il mio trasferimento. I miei vincoli professionali con il Milan sono finiti, ma il vincolo affettivo non finirà mai. Il Milan non aveva mai vissuto una crisi come quella che sta attraversando adesso e ha dovuto fare questo sacrificio, credo che il club non abbia alcuna colpa. Comprendo perfettamente bene la posizione del Milan". Kakà ha negato che la sua scelta sia derivata da una questione monetaria ," perché ho ricevuto offerte superiori", ha detto riferendosi alle avances invernali del Manchester City. Articolo intero qui.

L'orami ex presidente di Kakà, che è ancora presidente di tutti gli italani, dichiara che fra le cause della flessione del suo partito alle Europee ci sia anche la partenza di Kakà che avrebbe fatto infuriare migliaia di elettori rossoneri. Che dire. Io una volta ogni tanto sono daccordo con il premier. Ha perfettamente ragione. Infatti è per questo che l'annuncio della partenza del fuoriclasse è stato ritardato a dopo le elezioni, non è mica scemo il premier. Gli italiani che sono andati a votare e che ancora lo faranno in futuro si meritano i governi che hanno avuto, che hanno e che avranno negli anni a venire. Siamo una nazione nel pallone che regala il voto per questioni calcistiche quando ci va bene. Quando ci va male lo si regala per una busta della spesa perchè la crisi non c'è... o meglio non c'è per noi, che come dice il premier dobbiamo continuare a spendere e a pensare positivo, ma c'è per lui, come anche Kakà ha affermato, che invece di spendere può tranquillamente incassare... il Milan nel frattempo dopo l'addio di Maldini si butta a capofitto nel mercato. Si parla di un difensore dal grande nome... Cesare Maldini... sapete con i tempi che corrono risparmiare è d'obbligo (non per noi naturalmente).

Il mio consiglio ai politici italiani è di prendere esempio da berlusconi. La politica di piazza in Italia è finita. Ora i comizi vanno fatti negli stadi prima del fischio di inizio... e buon campionato a tutti.