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mercoledì 26 gennaio 2011

I commemoratori di professione



Domani è il 27 Gennaio 2011, Giorno della Memoria. Giorno in cui tutto il mondo ricorda le atrocità dell'Olocausto. Ripetersi ogni anno, senza vedere un miglioramento è frustrante e fa capire che non esiste una reale intenzione di cambiamento. Scrivere ulteriormente sarebbe superfluo. Per questo rimando semplicemente allo scritto di un anno fa.
27 Gennaio 2010-2009-2008-2007-2006... Giorno della Memoria.

Allego il video con traduzione in Italiano della dichiarazione di Sir Gerald Kaufman
ebreo di origine polacca, deputato laburista e membro del parlamento britannico, rilasciata il 15 Gennaio 2009 .



Sono stato cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c'era una scatola di latta per il Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a costruire una presenza ebraica in Palestina.
Sono andato la prima volta in Israele nel 1961 e vi sono tornato innumerevoli volte. Ho avuto familiari in Israele e ho amici in Israele. Uno di essi ha combattuto nelle guerre del 1956, 1967 e 1973 ed è stato ferito in due di esse. Il distintivo che indosso viene da una decorazione sul campo a lui insignita, che mi ha regalato. Ho conosciuto la maggior parte dei primi ministri di Israele, a partire dal Primo ministro fondatore David Ben-Gurion. Golda Meir era mia amica, così come lo è stato Yigal Allon, vice primo ministro, che, da generale, conquistò il Negev per Israele nella guerra del 1948 per l'indipendenza.

I miei genitori vennero in Gran Bretagna come rifugiati provenienti dalla Polonia. La maggior parte dei loro familiari sono stati in seguito uccisi dai nazisti nell'olocausto. Mia nonna era a letto malata, quando i nazisti giunsero alla sua città natale, Staszow. Un soldato tedesco la uccise sparandole nel suo letto. Mia nonna non è morta per fornire la copertura ai soldati israeliani che ammazzano le nonne palestinesi a Gaza.
L'attuale governo israeliano sfrutta spietatamente e cinicamente il continuo senso di colpa tra i gentili per la strage degli ebrei nell'olocausto per giustificare la sua uccisione di palestinesi.

L'implicazione è che la vita degli ebrei sia preziosa, ma la vita dei palestinesi non conti. Su Sky News pochi giorni fa, al portavoce dell'esercito israeliano, il Maggiore Leibovich, è stato chiesto in merito all'uccisione da parte israeliana di, in quel momento, 800 palestinesi (il totale è ora di 1000). Ha risposto all'istante che «500 di questi erano militanti».

Questa era la risposta di un nazista.

Suppongo che gli ebrei che lottavano per la loro vita nel ghetto di Varsavia avrebbero potuto essere denigrati in quanto militanti.

Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, afferma che il suo governo non avrà rapporti con Hamas, perché sono terroristi. Il padre di Tzipi Livni era Eitan Livni, il capo delle operazioni dell'organizzazione terroristica Irgun Zvai Leumi, che ha organizzato l'attentato esplosivo dell'Hotel King David di Gerusalemme, in cui perirono 91 vittime, di cui quattro ebrei. Israele è stato partorito dal terrorismo ebraico.
Terroristi ebraici impiccarono due sergenti britannici e fecero esplodere i loro cadaveri.
Irgun, insieme con la banda terrorista Stern, nel 1948 massacrò 254 palestinesi nel villaggio di Deir Yassin.
Oggi, gli attuale governanti israeliani indicano che sarebbero disposti, in circostanze per loro accettabili, a negoziare con il presidente palestinese Abbas, di al-Fatah. È troppo tardi per farlo. Essi avrebbero potuto negoziare con il precedente leader di al-Fatah, Yasser Arafat, che era un mio amico. Invece, lo assediarono in un bunker a Ramallah, dove lo visitai. A causa dei fallimenti di al-Fatah, a partire dalla morte di Arafat, Hamas ha vinto le elezioni palestinesi nel 2006. Hamas è una organizzazione sgradevolissima, ma è stata democraticamente eletta, ed è quel che passa il convento.
Il boicottaggio di Hamas, anche da parte del nostro governo, è stato un errore colpevole, dal quale sono derivate terribili conseguenze. Il grande ministro degli Esteri israeliano Abba Eban, con il quale ho fatto campagna per la pace da molte tribune, ha dichiarato: «Fate la pace se parlate con i vostri nemici.»Per quanti palestinesi gli israeliani possano uccidere a Gaza, non possono risolvere questo problema esistenziale con mezzi militari.
Quando e qualora i combattimenti finissero, ci sarebbero ancora un milione e mezzo di palestinesi a Gaza e altri due milioni e mezzo in Cisgiordania. Essi sono trattati alla stregua di immondizia da parte degli israeliani, con centinaia di blocchi stradali e con gli orrendi abitatori degli insediamenti ebraici illegali che li molestano.

Verrà il momento, non molto lontano da ora, in cui supereranno la popolazione ebraica in Israele. È giunto il momento per il nostro governo di render chiaro al governo israeliano che la sua condotta e la sua politica sono inaccettabili, e di imporre un divieto totale di esportare armi a Israele.
È l'ora della pace, ma la pace vera, non la soluzione attraverso il soggiogamento che è il vero obiettivo degli israeliani, ma che è impossibile per loro da raggiungere.

Essi non sono semplicemente dei criminali di guerra, sono stupidi.

mercoledì 27 gennaio 2010

Il giorno della memoria


Oggi 27/01/2010 è il giorno della memoria. Oggi si ricordano le vittime innocenti dell'olocausto nazista e ricordiamolo pure fascista. Regime quello fascista, che approvò le leggi razziali. Leggi avallate anche dal vaticano, in silenzio senza reagire. Oggi a quasi 65 anni dalla fine della seconda guerra mondiale voglio unirmi anche io alla commemorazione delle vittime dell'olocausto. Voglio unirmi alle parole ed agli appelli accorati alla tolleranza, nella speranza che cose del genere non accadano mai più. Non volendo che queste cose accadano più, ed essendo il giorno della memoria un momento di riflessione, voglio però ricordare a chi oggi sfilerà, ricorderà, parlerà in onore di, che sarebbe ora di cambiare le cose. Voglio ricordare che mentre ci si addobberà per partecipare a cerimonie di commemorazione perchè certe cose non accadano più, in alcune parti del mondo, oggi, adesso, ci sono vite che si spezzano anche a causa nostra. Tanto bravi a commemorare e poco bravi a cambiare. Oggi a Patrasso ci sono profughi afgani, spesso giovanissimi, che rischiano la vita per scappare da un conflitto inutile. Persone ignorate, anche se come profughi avrebbero diritto di asilo politico. Come loro tanti africani che anche in questo momento rischiano la vita per arrivare sulle coste della ricca Europa o almeno di quello che resta della ricca Europa. Il 70% di queste PERSONE scappa da conflitti tribali in cui, nella maggioranza delle volte, sono coinvolte forze armate occidentali che appoggiano questo o quel regime per approvigionarsi le risorse di questo o quel paese. Un esempio su tutti: il Congo. Questi africani spesso finiscono nei C.I.E. in Libia, e spesso vengono lasciati morire di stenti, anche se avrebbero diritto all'asilo. Non si può inoltre non ricordare, ad un anno dall'operazione israeliana "piombo fuso", che in questo momento ci sono circa UNMILIONETRECENTOMILA palestinesi costretti a vivere in una città lager. Senza possibilità di avere acqua potabile, elettricità e medicinali. Senza la possibilità di poter ricostruire ciò che gli è stato tolto in uno dei luoghi più densamente abitati del pianeta. E come queste, altre mille guerre dimenticate perchè troppo lontane dai pozzi di petrolio o dai gasdotti. Ecco. oggi nel giorno della memoria voglio ricordare tutti gli innocenti che per una ragione o per l'altra vengono dimenticati e lasciati al loro destino. Credo che se le vittime dell'olocausto potessero essere qui con noi, sarebbe questo che vorrebbero e non celebrazioni. Vorrebbero che le atrocità commesse su di loro non venissero più inferte a nessuno. Speriamo che se ne rendano conto anche i commemoratori di professione.

venerdì 8 maggio 2009

Avere memoria è fuori moda...





Oggi leggo su alcune testate giornalistiche che Jas Gawronsky, "il decano di Strasburgo" come viene definito dal Corriere della Sera in cui trovate l'intervista completa, ha finalmente deciso di appendere il cervello al chiodo. Leggendo la sua intervista si nota come sia ormai entrato nel pensiero medio italiota il fatto che le parole si dimenticano, anche se queste parole sono pesanti come macigni. Anche se queste parole, seppure i media all'epoca non hanno trattato l'argomento come dovevano (oggi come allora la storia è uguale), sono state invece sentite da tutta Europa e ci hanno fatto fare ancora una volta la figura di quella che ormai innegabilmente siamo: la Repubblica delle Banane. Riporto qui la dichiarazione a mio avviso scandalosa.

Domanda del giornalista: La gaffe più clamorosa?

Risposta di Jas: La Cassanmagnago, donna simpati­cissima, diede la parola a un ospite ara­bo: 'Prego, signor Bahrein...'. L’aveva let­to sul cartoncino, pensava fosse il suo nome.

Davvero divertente questa del Sig. Barhein... ma poi... sentite bene.

Domanda del giornalista: Berlusconi fece di peggio, quando accostò il tedesco Schultz a un kapò.

Risposta di Jas: Fece la sua fortuna invece. Ora Schulz è il capo dei socialisti e diventerà presidente del Parlamento nella seconda metà della legislatura. Tutto grazie al Ca­valiere.

Caro Sig. Gawronsky non so se potrà mai leggere il blog di un povero sconosciuto ma le volevo comunque dire qualcosa. Le volevo dire che se Schulz diventerà Presidente del Parlamento ed è capo dei socialisti in Germania, non lo è grazie al cavaliere/barzelletiere/cantante/gioielliere per tutti/marito perfetto ecc. ecc. Lo sarà solo perchè è un politico competente, cosa che non si può ormai più dire della maggior parte dei politici italiani che anche lei ammette essere i più disastrosi e non solo in Europa aggiuno io.
Magari lei come la stampa italiana, si è dimenticato dell'accaduto che portò berlusconi a dare a Schulz del kapò. Tutto infatti arrivava da accuse ben precise da parte del politico tedesco. Schulz fece quello che qui in Italia nessuno fa più da tempi memorabili. Ricordò e domandò a berlusconi che si apprestava a diventare presidente di turno al Parlamento dell'Europa Unita che nel suo schieramento vi era un tal Bossi, fautore di idee ben lontane dall'abbattimento dei confini interculturali. Volle anche avere lumi su come il "cavaliere" volesse intraprendere questa avventura di presidenza all'europarlamento visto che in Italia era ed è tutt'ora coinvolto in un conflitto di interessi clamoroso. Schulz a ragione si preoccupava del fatto che berlusconi potesse in qualche modo esportare il seme malato della politica italiana anche in Europa. Quindi caro Dott. Gawronsky onore a Schulz un politico vero. Magari per rinfrescarsi la memoria si guardi i video dell'accaduto che ho messo all'inizio del post e vediamo, vista la situazione italiana, di scherzare e sminuire di meno su fatti gravissimi. Vediamo invece di dargli il giusto peso. Lo stesso peso e la stessa vergogna che noi italiani residenti all'estero dobbiamo subire ogni giorno che passa. Anche e non solo per colpa di berlusconi.

Cordialmente Mr. Bonobo.

lunedì 20 aprile 2009

L'Italia non è un paese razzista...


Nel giorno in cui la Pinar, la nave turca che ha soccorso alcuni poveracci del mare, viene fatta attraccare sulle coste italiane succedono cose strane.

Succede infatti che l'Italia intera si scandalizzi per i fischi e gli epiteti razzisti ricevuti da quello che da molti viene definito "il giocatore italiano di colore dell'Inter". Definirlo solo giocatore dell'Inter evidentemente è troppo complicato. Non è invece strano che in un paese come il nostro in cui il dio pallone la fa da padrone, certi scandali vengano portati agli occhi di tutti solo in queste situazioni.

Dalla Tv di stato intanto il comico Teocoli si affrettava a far sapere la sua idea al pubblico italiano. Teocoli infatti durante la trasmissione "la domenica sportiva" in qualità di esperto sociologo sminuiva l'accaduto dicendo che si, ci sono frange di tifosi stupidi ma la stragrande maggioranza sono solo percoroni che si uniscono ai cori perchè così si fa allo stadio... insomma una marachella da stadio, in cui come ben sappiamo esistono leggi differenti dagli altri luoghi. Infatti allo stadio normalmente puoi fare tutto quello che fuori non è permesso senza doverti preoccupare troppo delle conseguenze. Sarà per questo che gli stadi italiani sono pienissimi...

Intanto in questi 5 giorni di attesa di aiuti sulla nave Pinar, giaceva a poppa il cadavere di Esceth Ekos, Nigeriana 18enne morta con il proprio figlio in grembo durante questa traversata verso quello che per lei doveva essere un nuovo inizio, ma che come spesso accade è stato solo l'inizio della fine. La nave comunque è finalmente attraccata. Il tutto fra le polemiche e le accuse reciproche di Italia e Malta. I clandestini sono stati subito portati in altri luoghi più consoni. Tutti tranne due che essendo feriti sono stati trasportati in ospedale. Non si sa, vista la nuova trovata del governo se verrano denunciati dai medici ed espulsi in quanto clandestini o se verranno curati. Chi vivrà vedrà...

Ma non è finita qui. Oggi inizia anche il processo per l'omicidio di Abdoul Guibre, detto Abba, 19 anni, italiano di famiglia originaria del Burkina Faso. Questo ragazzo venne ucciso a sprangate come una bestia all'urlo di "negro di merda". La storia è ancora più assurda visto le persone che hanno commesso questo omicidio. Padre e figlio. Fausto Cristofoli il padre aveva già scontato sette anni di carcere per la rapina a un portavalori di 20 anni fa. Il figlio ha una condanna (con pena sospesa) per rapina impropria, "una ragazzata - spiegò il difensore - come quella commessa da Abdoul".
Questo solo per far vedere che CI SONO DUE PESI E DUE MISURE. Infatti il figlio di Cristofoli per aver rubato delle caramelle come Abba, non è stato ucciso a sprangate all'urlo di "bianco di merda"...

Quindi che dire. Sono felice di essere italiano. L'Italia non è un paese razzista. Chiedere a Teo Teocloli per la conferma. Lui sicuramente ne sa più di me visto che può parlare in Tv davanti a milioni di telespettatori. E si sa oggi chi parla in Tv ha sempre ragione...

giovedì 2 aprile 2009

G20, economia e globalizzazione...


Mentre a Londra ed in generale in tutto il mondo le persone si mobilitano per protestare contro la principale causa dei nostri problemi e cioè l'economia creativa applicata da manager e da banchieri creativi con l'appoggio dei governi creativi, in Italia noi non troviamo di meglio da fare che discutere ancora ed ancora della nazionale azzurra, di Cassano si o Cassano no, di Garlasco e di altri argomenti importantissimi...
Intanto il nostro premier tiene alto il nome dell'Italia al G20 facendo un'altra delle sue belle figure.
Nella nostra amata e accogliente Italia, nel frattempo, si consuma un ulteriore beffa ai danni della civiltà e del rispetto del prossimo. È di oggi infatti la notizia riportata dal corriere del mezzogiorno che viste le problematiche sorte fra residenti di un quartiere del foggiano e immigrati, sull'utilizzo dei mezzi pubblici, le fermate e gli autobus per raggiungere il quartiere saranno differenziate. Ci sarà un autobus per italiani ed un autobus per immigrati. Per fare una battuta di cattivo gusto dico: "finalmente anche a Foggia inizia la raccolta differenziata". Peccato che la differenziata che molti cittadini in Italia chiedono sia altra cosa, ma questo dovremmo spiegarlo a Borghezio...
Non voglio dire che non esista un problema immigrazione, ma è possibile che la gente non veda che queste non sono soluzioni? È possibile che non si capisca che i nostri governanti sono completamente incapaci o meglio non hanno nessuna intenzione di risolvere un problema come questo? Come facciamo a confidare che queste persone possano trovare una soluzione a questa crisi mondiale se non sanno, in un mondo ormai senza confini, risolvere dei problemi di normale convivenza e civiltà? Quando è che cominceremo ad aprire gli occhi e a capire che siamo noi i primi a dover cambiare?
Quando?
Dimmi quando, quando, quando... l'anno il giorno e l'ora in cui, non ci lasceremo mai...