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lunedì 1 giugno 2009

19 Luglio: manifestazione a Palermo con S. Borsellino



Per il 19 luglio di quest'anno, sarà una domenica, come 17 anni fa, sto organizzando qualcosa che impedisca a queglii sciacalli che occupano le nostre Istituzioni e ogni anno arrivano in via D'Amelio a fingere cordoglio ed assicurarsi così che Paolo sia veramente morto, di ripetere i loro riti di morte.
Grideremo loro di andare a mettere le loro corone funebri sulla tomba di Mangano, è quello il "loro" eroe.
Spero che saremo in tanti, e tutti con una agenda rossa in mano per ricordare i misteri che ancora pesano su Via D'Amelio, i processi che vengono bloccati appena arrivano a toccare gli "intoccabili", i mandanti di quelle stragi.
Da Via D'Amelio, con quell'agenda in mano, andremo al Castello Utveggio, il posto dal quale una mano, che non era la mano di una mafioso ma di chi con la mafia ha stretto un patto scellerato, ha inviato il comando che ha fatto a pezzi Paolo e la sua scorta.
Un giorno della nostra vita per Paolo e i suoi ragazzi che hanno sacrificato la loro vita per noi.
Sarà il giorno di inizio della nostra RESISTENZA,
una RESISTENZA che sarà fatta di azioni e non solo di parole,
una RESISTENZA che ci farà riappropriare del nostro paese e del nostro futuro

A presto
Salvatore Borsellino


Vorrei non avere più eroi. Siamo stanchi di commemorare. Vogliamo solo vivere.
Mr. Bonobo.

Salvatore Borsellino - Piazza Farnese - 28/01/2009 Roma:
Prima parte
Seconda parte

martedì 28 aprile 2009

Berlino assegna il premio libertà di stampa a Travaglio


Oggi a Berlino alle ore 18.30 l’associazione dei giornalisti tedeschi (DJV) conferisce il premio per la libertà di stampa a Marco Travaglio.

Articolo originale:
http://www.djv.de/SingleNews.20+M5cfc369224d.0.html
Articolo Tradotto:
http://italiadallestero.info/archives/3612
Spesso su alcune posizioni sono stato in disaccordo con Travaglio. Specialmente per quanto riguarda la sua posizione sul conflitto fra Palestina ed Israele.
A Travaglio però vanno dati i meriti che ha, e sono molti.
Uno su tutti è stato quello di aver fatto il nome di Impregilo per primo in TV dopo la catastrofe in Abruzzo. Non che non si sapesse, infatti la notizia in rete era stata ripresa e data prima. Lui però l'ha comunque portata al grande pubblico che si informa solo tramite televisione.
Altra cosa importante è che il conferimento di questo premio conferma che la libertà di stampa in Italia non esiste (se ancora ve ne era bisogno).
INFATTI QUESTI SONO PREMI CHE DI SOLITO SONO DEDICATI A GIORNALISTI CHE VIVONO IN UN REGIME. STRANO CHE A RICEVERLO SIA UN GIORNALSTA CHE LAVORA IN UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA, E STRANO CHE NESSUNO NE PARLI VISTO CHE DI SOLITO SE UN ITALIANO VIENE PREMIATO ALL'ESTERO PER QUALCOSA LA NOTIZIA VIENE MESSA IN RISALTO... FORSE CHE NON SIAMO IN DEMOCRAZIA...
Rallegriamoci, almeno all'estero sanno che non siamo liberi. Ora devono capirlo circa 30 milioni di Italiani e poi forse qualcosa inizierà a muoversi...

lunedì 13 aprile 2009

Cemento armato...


Vi riporto un brano tratto dal libro "Gomorra" di Roberto Saviano.

A pagina 236 nel capitolo "cemento armato" potete leggere quanto segue:

"..Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani,le dita e i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri,parchi e ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila che depredavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto.
ORA QUELLA SABBIA è NELLE PARETI DEI CONDOMINI ABRUZZESI,NEI PALAZZI DI VARESE,ASIAGO E GENOVA. Ora non è più il fiume che va al mare ma il mare che entra nel fiume..."


Adesso almeno sappiamo chi dobbiamo avvertire per i controlli del caso. Inviterei le popolazioni di Varese, Asiago e Genova a far controllare la qualità del cemento delle proprie abitazioni...

mercoledì 25 marzo 2009

In sostegno a Gioacchino Genchi



Ormai sempre più spesso chi fa il suo dovere in Italia viene messo all'angolo. Non servono neanche più gli attentati per farlo. Quando si hanno media ed istutuzioni asservite sotto il proprio controllo diffamare è ancora più facile. Una pasta di "uomini d'onore" che lavora in un'unica direzione: la messa al bando della Repubblica Democratica Italiana a favore di sette massonico/mafioso/economiche. Per questo si deve rispondere positivamente all'appello di Salvatore Borsellino. Di seguito riporterò alcune dichiarazioni ed alcuni articoli riguardanti la solidarietà a Gioacchino Genchi.

Dichiarazione di Gioacchino Genchi:
Cari amici, poco fa mi è stata notificata la sospensione dal servizio dlla Polizia di Stato.
Col provvedimento di sospensione dal servizio mi sono stati ritirati il tesserino, la pistola e le manette.
Il provvedimento è fondato sulla mia replica al giornalista Gianluigi Nuzzi di Panorama, che mi aveva dato del bugiardo su facebook. Il mio amico Marco Bertelli ha ripreso la chat, pubblicandola sul mio blog “Legittima difesa”.
Il senso dello Stato ed il rispetto che ho per le Istituzioni mi impongono di tacere e subire in silenzio.
Sono vicino e solidale con chi in questo momento, probabilmente, è sottoposto a pressioni politiche assai maggiori delle violenze e delle mistificazioni che sto subendo io.
Confermo da cittadino e da poliziotto la mia assoluta stima e subordinazione al Capo della Polizia – Prefetto Antonio Manganelli – che ha adottato il provvedimento di sospensione.
Mi difenderò nelle sedi istituzionali senza mai perdere la mia fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni.
Vi ringrazio di tutto e spero che le mie sofferenze servano al trionfo della Verità ed alla vittoria dei giusti. Un forte abbraccio per tutti quanti mi siete stati e mi sarete vicini! "
Gioacchino Genchi

Appello di Salvatore Borsellino in difesa di Gioacchino Genchi:
"Tenetevi pronti : io, Sonia Alfano e Benny Calasanzio stiamo per lanciare un appello per protestare sabato davanti alle questure di tutta Italia contro il vergognoso provvedimento preso nei confronti di Gioacchino.
Non lo lasceremo massacrare in silenzio, dobbiamo difenderlo finchè è vivo, non piangerlo quando sarà morto, dobbiamo portare davanti a tutti la nostra rabbia o saremo anche noi complici di questo assassinio.
Preparatevi, non è più tempo di parole, alziamo la testa, non accetteremo più che la Giustizia sia calpestata e che prevalga il sopruso nei confronti dei servitori onesti dello stato. Reagiamo ora, subito, o ci elimineranno uno per uno.
RESISTENZA non deve essere solo una vuota parola da scrivere in un blog, deve essere un urlo che si deve levare nelle piazze, davanti ai luoghi del potere, che deve fare tremare le vene e i polsi a chi sta distruggendo il nostro paese, a chi sta rubando il futuro ai nostri giovani."
Salvatore Borsellino

Articolo di Travaglio tratto dall'Unità:
Il vicequestore Gioacchino Genchi, da 20 anni consulente dei giudici in indagini di mafia e corruzione, è stato sospeso dal servizio. Motivo: ha rilasciato interviste per difendersi dalle calunnie e ha risposto su facebook alle critiche di un giornalista. «Condotta lesiva per il prestigio delle Istituzioni» che rende «la sua permanenza in servizio gravemente nociva per l’immagine della Polizia». Firmato: il capo della Polizia, Antonio Manganelli. Se Genchi avesse massacrato di botte qualche no global al G8 di Genova, sarebbe felicemente al suo posto e avrebbe fatto carriera (Massimo Calandri, «Bolzaneto, la mattanza della democrazia»): Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni in primo grado per le violenze alla Diaz, è stato promosso questore e ufficiale di collegamento Interpol a Bucarest. Michelangelo Fournier, 2 anni di carcere in tribunale, è al vertice della Direzione Centrale Antidroga. Alessandro Perugini, celebre per aver preso a calci in faccia un quindicenne, condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi per le sevizie a Bolzaneto e a 2 anni e 3 mesi per arresti illegali, è divenuto capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente in quella di Alessandria. Le loro condotte non erano «lesive per il prestigio delle Istituzioni» e la loro presenza è tutt’altro che «nociva per l’immagine della Polizia». Ma forse c’è stato un equivoco: Manganelli voleva difendere Genchi e sospendere Canterini, Fournier e Perugini, ma il solito attendente coglione ha capito male. Nel qual caso, dottor Manganelli, ci faccia sapere.

lunedì 16 marzo 2009

C'era una volta il "Senatur"!!!



Voglio aprire questo post con un messaggio distensivo verso tutte le parti politiche che ad oggi continuano a farsi lotta. Lo faccio perchè vorrei che fosse chiaro un concetto. Se ci si guarda intorno, nel panorama politico odierno e passato, si capisce chiaramente che la nostra classe politica è un'oligarchia, un'orgia partitica volta al mantenimento dei suoi privilegi e di chi li favorisce. Figli di politici che fanno i politici, figli di giornalisti che fanno i giornalisti o i politici, regole economiche e dell'impresa che si legano a doppio filo con la politica (voto di scambio e mafia economica), massoneria, servizi segreti deviati e via di seguito. La politica democratica, così come ci insegna la nostra Costituzione, nasce per tutelare e rappresentare in Parlamento i Cittadini e i loro bisogni primari. Noi ci troviamo spesso a discutere di ideali. Ideali di destra e di sinistra. Siamo tutti così impegnati a spiegare alla nostra parte avversa l'idea di democrazia che abbiamo, che non ci siamo nemmeno resi conto che la democrazia in Italia è praticamente scomparsa. Attenzione, poter decidere che auto comprare, con quale delle sette reti televisive informarsi, quale giornale parzialmente libero leggere non vuole dire essere in democrazia. Il princnipio di democrazia si basa sul fatto che siamo tutti uguali, senza se e senza ma. Siamo tutti uguali nel diritto allo studio, siamo tutti uguali nel diritto alla salute, siamo tutti uguali davanti alla legge... tutti a parte quattro italiani meno uguali (vedi lodo alfano). Anni fa ci fu un politico nuovo nel panorama italiano. Un politico che sembrava non aver paura di niente e di nessuno. Uno che se aveva qualcosa da dire non si faceva pregare, anche se questo qualcuno si chiamava Silvio Berlusconi. Ora vi farò leggere un estratto di alcune dichiarazioni del Senatur alias Umberto Bossi. Lo farò non per fare una critica alla Lega, bensì per fare un appello ad un Popolo, quello leghista che seppur a volte un pochino sopra le righe io reputo genuino e gran lavoratore. Attenzione non parlo del leghista imprenditore odierno. Quello che sputa sull'imigrato, salvo poi sfruttarlo nelle sue aziende. Parlo del leghista a cui Bossi si rivolgeva in questi discorsi ormai vecchi di 10 anni. Lo faccio per farvi capire che siamo tutti sulla stessa barca, presi in giro ogni giorno di più. Lo faccio per dire alle persone oneste, senza distinzione di colore, di classe o di regione che Noi Italiani onesti ci dobbiamo unire per mandare a casa questa oligarchia di dinosauri che ci prende in giro e ci ruba la vita, mantenendo il controllo su di noi grazie al divisionismo che hanno creato negli anni. La politica è morta in Italia. Combattiamo prima di tutto per tornare ad avere una Repubblica Democratica, poi quando avremo raggiunto questo obiettivo, potremo tonare a discutere fra di noi della politica vera, la politica di piazza, la politica della gente. Quindi leggete quanto Bossi dichiarò anni fa e capite che sono tutti ugulai, tutti. Leggete e e dopo averlo fatto pensate con chi sta governando tutt'ora Umberto Bossi...

Citazioni da discorsi di Umberto Bossi
Silvio Berlusconi era il portaborse di Bettino Craxi. E' una costola del vecchio regime. E' il piu' efficace riciclatore dei calcinacci del pentapartito. Mentre la lega faceva cadere il regime, lui stava per il Mulino Bianco, col parrucchino e la plastica facciale. Lui e' il tubo vuoto qualunquista. Ma non l'avete visto oggi, tutto impomatato fra le nuvole azzurre?
Berlusconi e' bollito. E' un povero pirla, un traditore del Nord, un poveraccio asservito all'Ulivo, segue anche lui l'esercito di Franceshiello dietro il caporale D'Alema con la sua trombetta. Io ho la memoria lunga. Ma chi e' Berlusconi?
Il suo Polo e' morto e sepolto, la Lega non va con i morti.
La trattativa Lega-Forza Italia se l'e' inventata lui, poveraccio. Il partito di Berlusconi neo-Caf non potra' mai fare accordi con la Lega. Lui e' la bistecca e la Lega il pestacarne.
Berlusconi mostra le stesse caratteristiche dei dittatori. E' un Kaiser in doppiopetto. Un piccolo tiranno, anzi e' il capocomico del teatrino della politica. Un Pero'n della mutua. E' molto peggio di Pinochet. Ha qualcosa di nazistoide, di mafioso. Il piduista e' una volpe infida pronta a fare razzia
nel mio pollaio.
Berlusconi e' l'uomo della mafia. E' un palermitano che parla meneghino, un palermitano nato nella terra sbagliata e mandato su apposta per fregare il Nord. La Fininvest e' nata da Cosa Nostra. C'e' qualche differenza fra noi e Berlusconi: lui purtroppo e' un mafioso. Il problema e' che al Nord la gente e' ancora divisa tra chi sa che Berlusconi e' un mafioso e chi non lo sa ancora. Ma il Nord lo caccera' via, di Berlusconi non ce ne fotte niente. Ci risponda: da dove vengono i suoi soldi? Dalle finanziarie della mafia? Ci sono centomila giovani del Nord che sono morti a causa della droga. A me personalmente Berlusconi ha detto che i soldi gli erano venuti dalla Banca Rasini, fondata da un certo Giuseppe Azzaretto, di Palermo, che poi e' riuscito a tenersi tutta la baracca. In quella stessa banca lavorava anche il padre di Silvio e c'erano i conti di numerosi esponenti di Cosa Nostra.
Bisognerebbe conoscere le sue radici, la sua storia. Gelli fece il progetto in Italia e c'era il buon Berlusconi nella P2. Poi nacquero le holding. Come potra' mai la magistratura fare il suo dovere e andare a vedere dove vengono quei quattrini, ricordando che la mafia quei quattrini li fa con la droga e che di droga al Nord sono morti decine migliaia di ragazzi che ora gridano da sottoterra? Se lui vuole sapere la storia della caduta del suo governo, venga da me che gliela spiego io: sono stato io a metter giu' il partito del mafioso. Lui comprava i nostri parlamentari e io l'ho abbattuto.
Quel brutto mafioso guadagna soldi con l'eroina e la cocaina. Il mafioso di Arcore vuole portare al Nord il fascismo e il meridionalismo. Discutere di par condicio e' troppo poco: propongo una commissione di inchiesta sugli arricchimenti di Berlusconi. In Forza Italia ci sono oblique collusioni fra politica e omerta' criminale e fenomeni di riciclaggio. L'uomo di Cosa Nostra, con la Fininvest, ha qualcosa come 38 holding, di cui 16 occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano.
Forza Italia e' stata creata da Marcello Dell'Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha
ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord. Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord.
Berlusconi ha fatto cio' che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammi'. Molte ricchezze sono vergognose, perche' vengono da decine di migliaia di morti. Non E' vero che "pecunia non olet". C'e' denaro buono che ha odore di sudore, e c'e' denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore.
Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente piu' accordi col Polo. Tre anni fa pensarono di farci il maleficio. Il mago Berlusconi disse: "Chi esce dal cerchio magico, cioe' dal mio governo, muore". Noi uscimmo e mandammo indietro il maleficio al mago. Non c'E' marchingegno stregato che oggi ci possa far rientrare nel cerchio del berlusconismo. Con questa gente niente accordi politici: E' un partito in cui milita Dell'Utri, inquisito per mafia.
La Padania chiede a Berlusconi se e' mafioso? Ma e' andata fin troppo leggera. Doveva andare piu' a fondo, con quelle carogne legate a Craxi. Io con Berlusconi saro' il guardiano del baro. Siamo in una situazione pericolosa per la democrazia: se quello va a Palazzo Chigi, vince un partito che non
esiste, vince un uomo solo, il Tecnocrate, l'Autocrate. Io dico quel che penso, lui fa quel che incassa. Tratta lo Stato come una societa' per azioni.
Ma chi si crede di essere: Nembo Kid?
Ma vi pare possibile che uno possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando quello parla, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non e' ancora riuscito a mettere le mani sulla cassaforte. Bisogna che Berlusconi-Berlusca-Berluskaz-Berluskaiser si metta in testa che
con i bergamaschi io ho fatto un patto di sangue: gli ho giurato che avrei fatto di tutto per avere il cambiamento. E non c'e' villa, non c'e' regalo, non c'e' ammiccamento che mi possa far cambiare strada. Berluscoso deve sapere che dalle nostre parti la gente e' pronta a fargli un culo cosi':
bastano due secondi, e dovra' scappare di notte. Se vedono che li ha imbrogliati, quelli del Nord gli arrotolano su le sue belle ville e i suoi prati all'inglese e scaraventano tutto nel Lambro.
Berlusconi, come presidente del Consiglio e' stato un dramma. Quando e' in ballo la democrazia, a qualcuno potrebbe anche venire in mente di fargli saltare i tralicci dei ripetitori. Perche' lui con le televisioni fa il lavaggio del cervello alla gente, col solito imbroglio del venditore
di fustini del detersivo. Le sue televisioni sono contro la Costituzione.
Bisogna portargliele via. Ci troviamo in una situazione di incostituzionalita' gravissima, da Sudamerica. Un uomo ha ottenuto dallo Stato la concessione delle frequenze tv per condizionare la gente e orientarla al voto. Non accade in nessuna parte del mondo. E' ora di mettere fina a questa vergogna. Se lo votate, quello vi porta via anche i paracarri. Se cade Berlusconi, cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere: perche' sara' pure un figlio di buona donna, ma e' il loro figlio di buona donna e per questo lo tengono in piedi.
Ma il poveretto di Arcore sente il bidone forzitalista e polista, il partito degli americani, gli va a scatafascio. Un massone, piduista come l'arcorista e' sempre stato un problema di "Cosa Sua" o "Cosa Nostra". Ma attento, Berlusconi: ne' mafia, ne' P2, ne' America riusciranno a distruggere la nostra societa'. E lui alla fine avra' un piccolo posto all'inferno, perche' quello li' non se lo pigliano nemmeno in purgatorio. Perche' e' Berlusconi che dovra' sparire dalla circolazione, non la Lega. Non siamo noi che litighiamo con Berlusconi, E' la storia che litiga con lui.